Il monolite di Vieste: il Pizzomunno
Vieste è sicuramente una delle più rinomate località turistiche di tutto il Parco Nazionale del Gargano. La cittadina sorge adagiata sopra ad una piccola altura, a picco sul mare. Tutto il suo litorale, è famoso per l’abbondanza di lunghe ed ampie spiagge dorate e di fondali dolcemente degradanti, che consentono di godere appieno della bellezza del mare azzurro e cristallino che bagna queste coste anche ai meno esperti. A conferire, ove possibile, maggiore bellezza alle già splendide coste di Vieste, contribuisce il Pizzomunno.
Esso è ormai diventato uno dei simboli del Gargano. Si tratta di un imponente e maestoso monolite, alto circa 26 metri, che sorge sulla battigia della spiaggia a ridosso del Castello di Vieste. Esso è costituito da pietra calcarea dal colore bianco splendente, levigata ed incisa nel corso dei secoli dagli agenti atmosferici. Il suo colore, tende a cambiare in base a come i raggi del sole accarezzano le sue pareti; lo si potrà quindi ammirare assumere dei toni brillanti e quasi accecanti di bianco, quando il sole è allo zenit, oppure variare dal rosa pesco al dorato quando gli ultimi raggi del sole lo baciano verso il tramonto.
Il Pizzomunno, il cui nome secondo alcuni vuol dire “punta del mondo”, è avviluppato da un’antica leggenda che lo rende ancora più affascinante. Secondo la tradizione infatti, Pizzomunno era un pescatore, profondamente innamorato di Cristalda; entrambi erano abitanti di Vieste. Le sirene, ogni volta che Pizzomunno prendeva il largo per condurre a termine la sua giornata di lavoro, provavano ad ammaliarlo, ma invano. Pizzomunno, infatti, non vedeva che il fascino e la bellezza di Cristalda.
Le sirene allora, adirate per questo smacco, rapirono per sempre Cristalda. Pizzomunno impietrito dal dolore e dal dispiacere si trasformò nel faraglione che oggi svetta sul litorale di Vieste. Pare che ogni cento anni, ai due giovani venga concesso il tempo di una notte per ritornare umani e vivere il loro infinito amore. Ai primi raggi del sole però i due sono costretti a tornare alle loro tristi sorti per un altro lungo secolo. Secondo un’altra tradizione viestana, se si effettua un intero giro intorno al faraglione, e si esprime un desiderio, questo verrà esaudito.

